Il Castello di Lusuolo

Castello di Lusuolo: che tu stia percorrendo la strada statale oppure l’autostrada A15, avverti una presenza che ti domina: è lui…l’antico maniero!

castello di Lusuolo: orari apertura
castello di Lusuolo: orari apertura

I Malaspina

Nulla doveva sfuggire all’occhio vigile dei Marchesi Malaspina ed è per questo che, in Lunigiana, gli stessi, hanno fatto erigere decine di castelli. Uno di questi è Il castello di Lusuolo che, da secoli, in posizione dominante, sovrasta e controlla qualsiasi movimento sottostante.

Dopo anni di incuria, alla fine del secolo scorso è stato oggetto di una attenta opera di recupero.

Completamente restituito all’antico splendore, oggi, la rocca non richiede eccessiva fantasia per lasciare ipotizzare quanto tale posizione fosse ambita, dalle diverse potenze che si contendevano la Lunigiana, in epoca medievale.

la vallata sottostante il castello di Lusuolo
la vallata sottostante il castello di Lusuolo

Perduto e, diplomaticamente, riconquistato

Ed infatti, nel 1449 i Da Campo Fregoso sottrassero questo fortilizio ai Malaspina, dopo un assedio durato ben 15 mesi.

Peraltro, il loro possesso non durò a lungo e, dopo alcuni anni, i Malaspina, grazie all’aiuto di Galeazzo Maria Sforza, Duca di Milano, tornarono a dominare la vallata reinsediandosi nel loro castello.

Ma, quelli non erano tempi tranquilli, il Paese era conteso e su di esso si sviluppava un complesso gioco di alleanze che vedeva protagonisti signori locali e potenze straniere.

Fortunatamente i Malaspina si dimostrarono abili nel tessere relazioni ed, ancora una volta, alla fine del XVI secolo, ciò consentì loro di salvare il castello dalle brame degli Spagnoli che già controllavano Pontremoli.

Infatti, con abile diplomazia la famiglia Malaspina si attivò per convincere il granduca di Toscana Francesco Medici, in merito a quanto i suoi interessi sarebbero stati messi in pericoli da un’estensione del dominio di questi ultimi in Lunigiana.

L’argomento, non privo di fondamento, risultò efficace ed i Medici inviarono a difesa del castello un contingente di mille fanti che era di stanza a Fivizzano: una bella cittadina lunigianese al tempo sotto il loro controllo e nella quale hanno lasciato anche una forte impronta urbanistica. Tale che Fivizzano era appunto conosciuta come “la piccola Firenze”..

L’operazione si dimostrò efficace, gli spagnoli abbandonarono i loro propositi espansionistici ma, per precauzione, i Medici dotarono, comunque, il maniero di una serie di bombarde che, per essere introdotte richiesero anche un allargamento dell’ingresso.

Il castello di Lusuolo, oggi

castello di Lusuolo
castello di Lusuolo

Oggi il castello è aperto e fruibile ai visitatori che muovendosi lungo le sue mura possono apprezzare la sua bellezza architettonica, ma anche lanciare lo sguardo sull’intera vallata sottostante.

Una volta varcato il massiccio portale, ci si affaccia sulla corte interna al cui centro è ancora presente il pozzo che garantiva, al tempo, l’approvigionamento idrico.

Su questo ampio spazio si affacciano i terrazzini dei quali sono dotate alcune delle stanze collocate nel piano superiore, quello in cui sono presenti anche i camminamenti lungo le mura.

Il giardino della Marchesa, ampio e ben articolato ed un’ampia terrazza panoramica contraddicono la cupa immagine con la quale si è soliti rappresentare il Medio Evo.

Ancor più, un altro piccolo dettaglio, relativo alle finestre, ci induce ad ipotizzare che, anche in quel periodo, almeno in certe classi agiate, fosse presente una non banale sensibilità estetica.

Infatti, in prossimità delle stesse, nello sguancio, all’interno di una spessa pietra arenaria posta orizzontalmente, erano ricavate sedute, utili ad agevolare l’appezzamento del panorama esterno.

Il museo dell’emigrazione

In alcune stanze del castello, poi trova spazio il museo dell’emigrazione.

Una vasta raccolta di elementi, soprattutto, fotografici che ci raccontano i sacrifici fatti dalle generazioni che ci hanno preceduto.

Uomini, donne, intere famiglie che, talvolta muniti solo del proprio coraggio, per sfuggire ad un destino di miseria, non hanno esitato a lasciare la Lunigiana in cerca di migliori opportunità lavorative.

N.B. Solo una nota personale. Io ho avuto la fortuna di conoscere questo uomo, Simonelli Valentino di Codiponte. Una persona la cui intelligenza straordinaria si accompagnava a doti di grande umanità.

Infine meritevole di visita è anche il borgo attiguo al castello.

borgo omonimo adiacente il castello di Lusuolo
borgo omonimo adiacente il castello di Lusuolo

 Il borgo di Lusuolo

Racchiuso fra mura massicce, si sviluppa lungo un unico asse cui si accede da una porta principale e che, con una seconda porta va a concludersi.

Al suo interno insiste un cortile spazioso che ha al centro un pozzo in pietra.

Alle sue spalle una costruzione che lascia ancora trasparire i segni di un benessere non comune e che sembrerebbe essere stata la residenza del marchese Malaspina.

Lusuolo piazzetta con pozzo
Lusuolo: la piazzetta ed il pozzo

A poca distanza da questa, poi, in uno stato di semiabbandono e con alcune parti diroccate, si trova quella che, in periodi diversi ha svolto più funzioni.

Lusuolo: caserma diroccata
Lusuolo: caserma diroccata

In un primo tempo, edificio di carattere militare, successivamente trasformato in ospitale dedito a fornire assistenza a viandanti e pellegrini.