Oratorio di Nostra Donna

L’oratorio di Nostra Donna non è soltanto un capolavoro è molto di più.

E’ la mirabile creazione originata da un gruppo di artisti legati da profonda amicizia che misero la loro arte al servizio di una comunità colpita da quella che, al tempo, sembrava essere un evento ancor più grave perché foriero di sciagure future.

L’alluvione del 1732

L'Oratorio di Nostra donna sorto sulle rovine del precedente edificio religioso dedicato alla Madonna del Ponte

In una piovosa giornata del 1732 le acque del fiume Magra, ingrossatesi a causa delle abbondanti piogge, avevano travolto, distruggendola, la Chiesa di Nostra Donna, chiamata anche chiesa della Madonna del Ponte, un edificio religioso non sontuoso ma particolarmente amato dai pontremolesi.

La preoccupazione dei pontremolesi

Nei giorni che seguirono l’evento, nelle botteghe, nei borghi e nelle piazze di Pontremoli non si parlava d’altro. Ci si rammaricava di quanto avvenuto ma, ancor più, si mostrava preoccupazione per ciò che avrebbe potuto accadere in futuro.

Infatti, ad affliggere la comunità non era solo la perdita materiale dell’edificio. Maggior preoccupazione veniva manifestata perché in tale calamità veniva visto il segno di una malevolenza divina: la Madonna, così si andava dicendo, insoddisfatta dei costumi cittadini, aveva inteso togliere la propria attenzione alla città e l’aveva abbandonata lasciando solo macerie dietro di se.

Giovan Battista Natali

In presenza di un’ennesima lamentosa discussione, che stava prendendo corpo fra gli avventori di un’affollata osteria, Giovan Battista Natali, dopo un breve consulto con alcuni colleghi seduti al suo stesso tavolo, intervenne risoluto.

Se la Madonna ha voluto andarsene-così egli disse- saremo noi a farci carico di farla ritornare e, affinché ciò possa avvenire, allestiremo per lei una Chiesa in cui anche il più miscredente degli uomini non potrà fare a meno di venerarla.

Come facile intuire questa affermazione fu accolta con unanime soddisfazione. La notizia si diffuse in tutto il borgo, gli animi si rasserenarono e la vita a Pontremoli ricominciò a scorrere nella fiduciosa attesa di veder realizzata la promessa.

Un gruppo di artisti legati da un rapporto di amicizia

Ma chi era Giovan Battista Natali? E chi sedeva al suo tavolo quella sera?

Sebastiano Galeotti rappresentante della corrente artistica che va sotto il nome di Barocco Pontremolese

Giovan Battista Natali, insieme a Sebastiano Galeotti e Francesco Natali, che erano con lui quella sera, faceva parte di un gruppo di artisti che si trovavano spesso a collaborare fra di loro ed anche con quello che consideravano il loro comune maestro: il fiorentino Alessandro Gherardini.

Sulla scia di quest’ultimo che era il più anziano della compagnia e, a sua volta, era stato influenzato da Luca Giordano, stavano progressivamente modificando il loro modo di dipingere, originariamente ispirato ai canoni del barocco.

I colori impiegati andavano perdendo d’intensità e le loro creazioni assumevano una leggerezza che ben si sposava con lo spirito del tempo.

Il barocco pontremolese

In sostanza erano gli interpreti di una originale scuola artistica. Quella che va sotto il nome di “barocco pontremolese” nella quale lo stile barocco non è completamente abbandonato ma recepisce alcuni dettami affermatisi oltralpe.

Quelli che partendo dalla Francia in breve giunsero a noi sotto il nome di stile Roccocò.

Oratorio di nostra donna a Pontremoli

L’oratorio di Nostra Donna quindi è frutto del lavoro di artisti di valore che seppero essere anche amici capaci di un lavoro collettivo in cui l’orgoglio professionale è stato del tutto assoggettato al raggiungimento dell’obiettivo comune.

Giovan Battista Natali, che nello zio Giuseppe aveva avuto una competente guida in ambito architettonico, progettò l’edificio e ne realizzò poi anche le quadrature interne.

Peraltro, sempre affiancato da Sebastiano Galeotti e Francesco Natali che non mancavano di offrire il loro contributo affinché la struttura e gli aspetti decorativi prendessero corpo insieme, armonizzandosi quindi perfettamente.

Risultato? Un piccolo gioiello architettonico!

L’edificio, caratterizzato da una imponente porta ogivale in arenaria, ha una pianta ellittica ed è riccamente affrescato con scene bibliche.

La cupola dell'oratorio di Nostra Donna a Pontremoli

Come già accennato, i colori impiegati, il celeste, l’arancio, il grigio ed il viola, poco carichi, fanno sì che lo sfondo e le figure principali si fondano armoniosamente, fino a sembrare avvolte, nell’insieme, da una leggera nebbia mattutina, tesa ad alleggerire le figure e, nel contempo, a rendere il tutto più luminoso.

Peraltro questi tre amici non furono gli unici ad impreziosire l’edificio con la loro arte: valenti scultori vennero assoldati per realizzare i quattro sontuosi altari che fanno da corona all’altar maggiore.

Quest’ultimo realizzato con l’impiego del pregiato marmo statuario estratto nelle vicine Alpi Apuane è opera di un allievo della, al tempo famosa, scuola del Baratta.

Inoltre di pregevole fattura sono le numerose statue in legno che arricchiscono la chiesa.

Molte di queste, forse tutte, opera di Jan Hermansz Geernaert, apprezzato scultore fiammingo trasferitosi a Piacenza, luogo in cui fece scuola.

Inoltre quando il Galeotti, a suggello dell’opera, realizzò la sua pala d’altare, volle che la stessa venisse affiancata da un’altra simile lasciatagli in eredità dal suo indimenticato maestro, Alessandro Gherardini.

Antico organo presente nell'oratorio di Nostra Donna a Pontremoli

Infine, è da notare l’attenzione che il Natali pose anche nell’affrontare il problema dell’acustica che, al tempo, tanta parte aveva nel creare l’atmosfera più consona ad avvicinare il popolo al Divino.

La realizzazione di una ben dimensionata cupola tesa ad amplificare il suono ma anche a rifletterlo restituendolo pulito consente tutt’oggi di apprezzare la limpidezza delle potenti note che fuoriescono dalle canne dell’antico organo risalente anch’esso al XVIII secolo.

“Venerdì”, l’inserto di repubblica ci parla dell’Oratorio di Nostra Donna.