Palazzo Dosi-Magnavacca

Palazzo Dosi ci fornisce una chiara testimonianza del valore che, in ogni epoca, è stato attribuito all’apparenza. A ciò che si possiede, che si può ostentare.

Dosi il mercante

Dosi, infatti, era una mercante, capace, intraprendente e, in virtù di queste sue caratteristiche, aveva potuto mettere insieme un notevole patrimonio.

Al tempo, però, una nobiltà, per lo più sfaccendata, si riteneva superiore a chiunque fosse privo di titoli, testimonianti lo scorrere di sangue blu nelle proprie vene.

Dosi…si è rotto le palle!

Uomo d’affari, pratico, concreto, poco disponibile a farsi guardare dall’alto in basso, almeno così lo immagino io, di fronte ad una congiunta che si lamentava del disprezzo colto negli occhi di qualche altezzoso titolato, è sbottato così, dicendo:- Ma quanto cazzo costa un titolo? Cosa vuoi che diventi? Conte? Visconte? Barone? Anzi facciamo così- e chiamato il suo uomo di fiducia, proseguì- Agostino, non badare a spese e fammi sapere chi ha un titolo da marchese da vendermi. Poi, chiama anche quell’architetto bravo, sì quello lì, come si chiama, accidenti? Ecco! Il Natali, proprio lui. fallo venire che, anche se questa dimora è bella, un Marchese deve averne una migliore. deve essere splendida: la più bella di Pontremoli!

Ora, per quanto riguarda la dimora, però, colui che meglio può fornire informazioni è Francesco Bola, animatore del gruppo di guide di Sigeric e, all’occasione, collaboratore del FAI.

Palazzo dosi-Magnavacca a Pontremoli
Palazzo dosi-Magnavacca a Pontremoli