Pieve San Paolo a Vendaso

Pieve San Paolo a Vendaso: la facciata

La Pieve di San Paolo a Vendaso si trova a soli 8 km di distanza da Fivizzano, sulla strada statale che, attraverso il Passo del Cerreto, congiunge Toscana ed Emilia.

Trattasi di un antico edificio di culto realizzato in stile romanico, nel secondo secolo dello scorso millennio.

Pieve San Paolo: la facciata

La chiesa è dotata di una facciata elegante nella sua essenzialità. La stessa infatti, pur presentandosi come una semplice muratura a sasso, ha alcuni elementi che la ingentiliscono.

Il bel portale in arenaria è sormontato da un’elegante bifora che a sua volta è collocata al di sotto di una croce ricavata nella parte apicale.

La bifora, peraltro, non svolge solo funzione decorativa ma illumina suggestivamente la navata centrale fino a raggiungere l’altare in essa presente, nella sua parte terminale.

Pieve San Paolo: più volte ristrutturata

L’interno è costuituito da tre navate, concludentesi con tre elementi absidali, il più importante dei quali, quello centrale, a sua volta, è dotato di due monofore illuminanti.

Pieve San Paolo a Vendaso. Gli interni in cui si vedono archi, colonne, capitelli e capriate

La varietà dei materiali impegati, nella realizzazione dell’impianto strutturale, è testimonianza di interventi successivi sia pur avvenuti anch’essi in epoca lontana.

Infatti le bozze di calcare bianco impegate pressoché ovunque sono invece assenti nele tre absidi dove in loro vece sono stati utilizzati conci di arenaria.

Peraltro si ha notizia anche di successivi interventi l’ultimo dei quali ha interessato il campanile, interamente ricostruito a seguito del suo crollo in occasione del terremoto che, nel 1920, tanti danni arrecò alla Lunigiana ed in particolare alla comunità fivizzanese.

Il tetto, a capanna è sostenuto da capriate in legno a loro volta poggianti sulle ampie arcate che segnano anche la divisione delle navate. Le arcate trovano sostegno in robuste colonne cilindriche, di arenaria, dotate di pregevoli capitelli la cui fattura merita attenzione.

Capitello simboleggiante la belva che tiene a bada la lussuria e si avvicina ai simboli della vita
Capitello simboleggiante una sirena bicaudata con chiara evidenziazione dell'organo dal quale si origina la vita
Capitello simboleggiante una sirena bicaudata con chiara evidenziazione dell’organo dal quale si origina la vita

Infatti, in questo periodo, molte chiese, e la Pieve di San Paolo fra queste, non ospitavano dipinti di nessun tipo, fors’anche in conseguenza delle lotte iconoclaste che avevano reso infuocati non pochi concilii, nei secoli precedenti.

All’interno della istituzione cattolica, con alterna prevalenza, si erano scontrate due visioni. Una che riteneva giusto venerare i propri santi anche attraverso le loro immagini ed un’altra che invece considerava blasfema questa pratica accusandola di sconfinare nell’idolatria.

Un modo di pensare, quest’ultimo, cui non deve essere stato estraneo neppure il comportamento di Leodegar, distruttore di molte statue stele.

Peraltro viene difficile ipotizzare come una religione potesse far presa sulla popolazione dell’epoca, prevalentemente contadina ed analfabeta, escludendo completamente l’impiego delle immagini.

I capitelli: ricchi di messaggi simbolici

Così si spiega la ricchezza di figure ideografiche rappresentata su questi capitelli. L’estromissione delle immagini sostituita da simboli e l’attenzione non più focalizzata sulle figure dei Santi quanto sulla gioiosità del percorso da loro tracciato.

I capitelli della Pieve di San Paolo sono infatti un inno all’ottimismo, ad una esistenza illuminata dalla gioia.

All’affermarsi della vita che, appunto, viene metaforicamente evocata in forme diverse ma tutte inneggianti alla ferilità.

Si va dall’albero della vita che non necessita di ulteriori approfondimenti, ai cerchi concentrici indicanti l’acqua, elemento base della vita stessa, fino alle losanghe simboli del sesso femminile ed al recupero della ben più esplicita sirena bicaudata che il suo sesso mette in mostra senza pudore alcuno.

La chiara espressione di una religione che affermatasi nel presente esprime tutta la sua vitalità, quale permanente messaggio teso a confermarla anche in futuro. Questo è il racconto trasmesso, da ormai quasi un millennio, al credente che si raccoglie all’interno della pieve di San Paolo a Vendaso.